La prima qualità per un’assistente che ha a che fare con i soldi degli altri

Qual è la qualità principale che io chiedo alla mia assistente principale?

Qual è il primo criterio di scelta?

Facile: che sia svizzera con residenza in Svizzera.

Su questo non ho il minimo dubbio: la Vera Segretaria (“v” ed “s” maiuscole) deve essere elvetica.

Vi chiederei di aspettare prima di saltare a facili conclusioni. Non vorrei essere frainteso.

Non voglio dare l’impressione che di fronte a voi ci siano delle pagine scritte da uno che discrimina le persone in base alla loro nazionalità o ad altri criteri più o meno disgustosi.

Non voglio essere confuso con una delle molte manifestazioni di becerismo xenofobo razzista che infesta i nostri siti internet locali e le nostre elezioni politiche.

Non ho mai votato (e mai lo farò) per un partito che, ahimé, ottiene piu’ di un terzo dei voti della Confederazioni con manifesti e proclami che mi disgustano.

Più sicurezza per la Svizzera” rappresentato da una pecora bianca che scalcia fuori dalla Svizzera una pecora nera? Chissà quale profondo significato politico si nasconde dietro quel cartellone?

Parliamo di un partito che propone di scacciare tutti i residenti non cittadini alla minima infrazione. Anche se sono nati qua? Sì. Anche se l’infrazione consiste in un eccesso di velocità. Sì.

No grazie: non fa per me.

Mi rendo conto, purtroppo, che invece il messaggio raggiunge molti dei miei concittadini.

Per tutto ciò voglio che il motivo della mia scelta sia molto chiaro.

La segretaria l’ho assunta svizzera non perché disprezzo tutto quello che arriva da oltre confine.

Sono un uomo pratico e, quello che devo affrontare, é un problema molto pratico.

Bisogna rendersi conto che i nostri clienti non sono stinchi di santo. Non sono criminali nel senso penale e piu’ tradizionale della parola, almeno per il momento. Quello che è certo è che non hanno la coscienza a posto.

Sono tutti evasori fiscali.

E’ un problema vero, concreto, che ha implicazioni concrete nella scelta dei collaboratori.

Avere una segretaria italiana, magari residente in Italia, potrebbe creare situazioni spiacevoli.

Soprattutto per la segretaria.

La povera donna potrebbe essere legittimamente interrogata dagli uomini delle tasse oltre confine. Potrebbe essere sottoposta a pressioni. Si troverebbe quindi nella spiacevolissima situazione di o mettersi nei guai in Italia o di violare la legge in Svizzera, rivelando informazioni che, nella Confederazione Elvetica, sono protette dalla legge. Diamine: sono protette dalla Costituzione di questo Paese.

Io non me la prendo con gli uomini delle tasse: fanno il loro mestiere.

Non vedo nessun motivo per farne subire le conseguenze alla mia segretaria.

Per quanto la cosa appaia scandalosa in Italia, piuttosto che in Francia o in Germania o in buona parte del pianeta, l’attività della mia fiduciaria risponde a tutte le leggi del mio Paese e tutti i dati della mia clientela sono a disposizione del giudice elvetico, dovesse farne mai richiesta.

Oggettivamente: non succede spesso.

A me non è mai successo.

Questo perché scelgo i clienti con cura. Non prendo chiunque oltrepassa la porta del mio ufficio. Non vedo perché prendersi quel rischio.

Comunque sia, non sono un ingenuo e non mi faccio molte illusioni sul come la mia impresa viene giudicata dall’altra parte del confine.

Capite quindi perché sia importante che la mia assistente principale, la Lisa, sia svizzera e residente in Svizzera.

© I Soldi Degli Altri

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