La seconda qualità per un assistente che ha a che fare con i soldi degli altri

Se il primo principio nella scelta di una segretaria per una fiduciaria svizzera sia che tale segretaria sia svizzera, il secondo criterio è altrettanto netto: educata in Italia.

Avete sentito bene. Qui si tratta di non fidarsi nostre scuole ed università ticinesi.

Mamma mia, le nostre scuole!

Lo sport preferito e maggiormente praticato dagli Italiani non è il calcio: è lo sputarsi addosso. Lo fanno con gusto e senza mai smettere. La lamentela è il loro pane quotidiano. L’ignoranza di quello che hanno veramente è diffusa e deprimente.

La mia Lisa (la mia assistente, segretaria, amminstratrice delegata) è una diplomata del Plinio di Como e ha una laurea dell’università Bocconi dove ha incontrato suo marito, un altro ticinese.

Abita a Mendrisio, una cittadina a metà strada tra il confine con l’Italia e Lugano. Ha due figli di 10 e 8 anni.

Lisa lavora per la Spizzi da 16 anni, cioè da quando ho fondato la fiduciaria. In principio eravamo solo lei ed io.

Quando la clientela raggiunse una certa massa critica e Lisa non riusciva più a stare dietro all’amministrazione ordinaria, ho cominciato ad assumere le segretarie minori (di importanza, non di età), in modo da liberare Lisa dalle incombenze del tram tram quotidiano e dai compiti più semplici e ripetitivi.

La Spizzi è mia: ne sono il proprietario e ne sono il responsabile. Non posso, in tutta franchezza, dire di esserne l’amministratore.

Sono quello che trova e mantiene i rapporti con i clienti. Io procuro i capitali e negozio con i fondi di investimento. Garantisco che l’impresa porti a casa il suo bel profitto.

Ma questo lavoro deve essere fatto nel rispetto della legge e delle regole della contabilità se vogliamo avere una mezza idea di come l’impresa stia andando.

I conti vanno fatti correttamente.

Se io sono l’uomo delle relazioni ed il procacciatore di reddito, Lisa è l’amministratore delegato della Spizzi.

La prima conseguenza di questo suo ruolo è che Lisa ha un ottimo stipendio di base ed un premio pagato a marzo basato sui profitti dell’anno precedente. Di solito le dò il 20 per cento di ciò che abbiamo guadagnato al netto di costi e tasse.

Generoso?

Non direi proprio. Al di là del fatto che, per quanto questo sia il suo titolo, Lisa non è una segretaria, non bisogna mai sottovalutare l’importanza di una persona che sa tutto dell’impresa.

Non mi sto riferendo solo alla tenuta della contabilità e alla consapevolezza di tutto quello che succede nei conti correnti della Spizzi.

Lisa conosce i clienti: li vede da anni.

Non solo: i clienti conoscono ed apprezzano Lisa anche quando, magari, il loro sguardo di uomini in crisi di mezz’età si sofferma sulle gambe delle segretaria minore.

Dimenticarsi di questo legame che esiste tra clienti e Lisa potrebbe avere conseguenze importanti.

Esattamente come è successo ad Luigi Ambrosetti.

Ambrosetti trascurava la sua assistente principale.

Era un uomo imbattibile con i clienti. Mi piacerebbe essere la metà di quello che Ambrosetti era per un cliente.

Per tutto il resto Luigi era un completo inetto. Lo era lui e lo è il figlio, cresciuto come se fosse lo stereotipo di figlio di papà fatto carne.

Luigi non aveva rapporti sani e solidi con le sue dipendenti. Li pagava poco, in modo non commisurati ai loro meriti e, di tanto in tanto, se le trombava.

Non finì bene.

© I Soldi Degli Altri

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