Affari ed amanti: mai mischiare.

Luigi Ambrosetti è stato il mio mentore. Da lui, quando lavoravo per la XYZ, ho imparato praticamente tutto.

Tra me e lui c’era e c’è una differenza fondamentale. Luigi era e rimane dipendente dal sesso. Come conseguenza Il buon Ambrosetti era un gran cornificatore.

La moglie, secondo me, ne era perfettamente consapevole. Con le donne Luigi non era molto discreto: era uno a cui piaceva raccontare tutto, fino all’ultimo dettaglio. Certe conversazioni con Luigi potevano essere paragonate alla visita di un sito porno.

Elena, la moglie, però, a quanto pare, fintanto che i soldi continuavano ad arrivare, tollerava e lasciava fare.

Come me Luigi aveva una segretaria principale, Anna, a cui affidava gran parte dell’amministrazione della XYZ. Per il tram tram quotidiano assumeva delle segretarie giovani, praticamente sempre forestiere, preferibilmente russe od ucraine. Non era raro che il nuovo rapporto di lavoro venisse suggellato con uno o due rapporti sessuali. Luigi, in sostanza, aveva tutte le sembianze del porco. Lo sapeva e non gliene importava.

In media queste assistenti duravano un anno o poco più. Dopo un po’ trovavano un lavoro migliore o un amante migliore, uno che avrebbe dato loro la speranza di un matrimonio e di un passaporto svizzero.

In ogni caso se ne andavano.

Tutto questo andirivieni di segretarie amanti creava un sacco di problemi alla Vera Segretaria che, ogni tre per due, si ritrovava a dover istruire da capo una qualche giovane carina ma molto inesperta.

Luigi non se ne faceva un problema. Aveva i suoi appetiti da soddisfare e le lagne di Anna, la sua Segretaria Vera, non contavano molto nella sua lista delle priorità.

Giusto per peggiorare un po’ le cose, per tutti i soldi che faceva, Luigi Ambrosetti era pure affetto dalla malattia del braccino corto.

Un pitocco coi fiocchi e controfiocchi.

Soprattutto con i dipendenti.

La cosa aveva poca importanza con le ragazzine che usava come segretaria-amante, ma con Anna era tutto un altro paio di maniche.

Anna, come la mia Lisa, aveva in mano l’amministrazione della società. A differenza di Lisa, aveva anche rapporti molto stretti con i clienti. Spesso, quando Luigi era fuori con l’amante di turno, era Anna che li accoglieva in ufficio, gli spiegava l’andamento dei loro investimenti, suggeriva nuovi possibili fonte di reddito. Anna conquistava la fiducia dei clienti di Luigi.

Lui, Luigi, di clienti ne aveva davvero tanti e, mano a mano che gli anni passavano e l’età avanzava, tendeva a muoversi solo per la clientela piu’ importanti.

Avrebbe potuto chiedere l’aiuto del figlio Marco, ma non si faceva troppe illusioni. Marco, detto “genio”, era troppo impegnato a guidare la Porche pagata dai soldi di papà, a discutere quali gomme da neve andassero meglio ed ad organizzare feste in discoteche.

Tutto questo sarebbe stato, secondo me, irrilevante, se Luigi avesse pagato decentemente Anna.

Non lo faceva.

Quando alla fine la XYZ si trovò di fronte ad un cataclisma, io non ero piu’ li’. Avevo già fondato la mia fiduciaria da un paio d’anni, anche se avevo mantenuto i contatti.

Le due parti coinvolte mi hanno dato la loro versione dei fatti. Facendo la tara di quello che mi è stato detto, penso di avere un’idea abbastanza precisa di quello che sia successo alla XYZ.

La fiduciaria di Ambrosetti non è affondata a causa di scandali finanziari o, come succede con una certa frequenza da queste parti, giudiziari. Nessuno è stato arrestato o sentito da un giudice. Gli evasori fiscali che hanno portato i loro soldi nella Confederazione sono rimasti evasori fiscali con i loro soldi in conti correnti elvetici. Nessuno è stato beccato dalla Finanza in Italia.

No. La ragione della fine della XYZ rimane negli appetiti sessuali di Ambrosetti e nella sua incapacità di tenere questi appetiti fuori dal mondo del lavoro.

La prossima volta, entriamo nel dettaglio.

© I Soldi Degli Altri

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