Erotismo e soldi degli altri: maneggiare con cura.

Ci sono i tossicodipendenti. Ci sono gli alcolizzati.

Luigi Ambrosetti, fiduciario luganese e proprietario della XYZ era ossiessionato dal sesso.

Verso la metà degli anni Novanta era stato uno dei primi ad adottare la posta elettronica. Era un visionario: aveva immediatamente capito il potenziale erotico di questo nuovo mezzo di comunicazione.

Ad essere onesti, Ambrosetti dovrebbe essere riconosciuto come uno dei fondatori del sesso virtuale.

Aveva cominciato a scambiarsi messaggi con Cristina, la giovane, sensuale segretaria di origine russa che aveva assunto da poco. Cristina siedeva appena al di là della porta dell’ufficio di Luigi. La parete dell’ufficio era di vetro e Luigi aveva una piena visuale di questa specie di dea del sesso.

Lei non ne era oltraggiata e sicuramente si faceva troppe remore nel farsi vedere e si vestiva per farsi notare.

Nell’era preposta elettronica Luigi le avrebbe telefonato da ufficio ad ufficio, l’avrebbe chiamata alla scrivania per farsi mostrare dei documenti e, già che c’era, la scollatura del suo vestito.

Tocchi fuggevoli, risatine da adolescenti.

Poi se le trombava.

La tresca era evidente a tutti, ma non lasciava tracce, prove fisiche di quello che succedeva tra proprietario e dipendente.

La posta elettronica cambiò tutto.

La tecnologia (o meglio la sua disponibiltà diffusa= era così nuova che la maggior parte dei clienti della XYZ non l’avevano ancora.

La maggior parte degli scambi di posta rimanevano all’interno dell’ufficio.

La maggior parte degli scambi interni erano tra Luigi e Cristina.

E non erano relativi all’andamento degli affari della XYZ.

Piu’ che altro si trattava della prova lampante del come non scrivere di sesso.

LUI: Mi piace la gonna lunga con lo spacco. Fammi vedere meglio..

LEI: Cosi’?

LUI: Puoi fare di meglio.

LEI: Cosi’?

LUI: Da!

LEI: 

LUI: Stasera devi fermarti a lavorare in ufficio.

LEI: Sarò premiata?

LUI: Sicuramente riceverai una sorpresa. Ho qui un lecca lecca.

LEI: Mi piace leccare.

E via dicendo…

La rivoluzione di Internet era cominciata.

Internet era arrivata, ma la sicurezza dei sistemi informatici era ancora praticamente inesistente. Specialmente nelle piccole aziende. In particolare in mano a persone che non aveva idea di quello che stesse facendo.

Password semplici (quando c’erano), sempre le stesse e condivise all’interno dell’ufficio.

Esattamente come succede adesso, ma almeno, allora, non avevano idea di quello che stessero facendo.

Succede così che una bella sera di settembre, Anna, la di fatto amministratrice della XYZ, deve controllare alcuni dati. Era già vestita per uscire ed il suo computer era spento. Quello di Cristina, però, era acceso.

Conoscendone la password, la digita, et voilà, la posta elettronica é aperta. Anna era una brava persona, ma pochi avrebbero restistito l’opportunità del dare una sbirciatina.

Nota subito lo scambio di messaggi tra Luigi e Cristina. Si siede e si mette a leggere.

LEI: periodo pesantino ….. ti ci vuole proprio una serata rilassante e appagante

LUI: Mmm. Non vedo l’ora

Scambio di messaggi indicativo. Anna, si siede, e comincia a cercare messaggi piu’ vecchi.

LEI: Egr. Dott. Ambrosetti, sperando di non disturbarla troppo , mi sento in dovere di comunicarLe che , a causa Sua, questa notte il mio sonno e’ stato alquanto agitato.

LUI: Gentilissima Cristina, le testimonio il mio rammarico per questo spiacevole episodio. La rassicuro sul fatto che la nostra ditta sapra’ farsi perdonare. Con immutata stima…

LEI: Potremmo andare al Rubino.

Il Rubino era un notorio hotel della zona attrezzato per amanti e criptoscopatori.

LUI: Ma tu come fai a sapere del Rubino?

LEI: Ci va una mia amica con il suo “moroso”.

LUI: E perchè non a casa?

LEI: Perchè a casa c’è il marito e i suoi figli.

LUI: Potrebbe essere perfetto per noi allora ..

LEI: Poi ci sono le terme.

LUI: Ma tu che fai alle terme?

LEI: Innanzi tutto stacco tutti i 1000 contatti del cervello… Dopo di che mi godo il piacere delle bolle nell’acqua tiepida, l’aromaterapia, mi faccio fare un massaggio. Tu che mi massaggi sarebbe un valore aggiunto niente niente male…

LUI: Possono massaggiare dove voglio?

LEI: Assolutamente. Poi, dopo cena, ti massagio anch’io. Accuratamente.

LUI: Dimmi di piu’.

LEI: Ti dico solo che appezzerai. Apprezzerai così tanto che vorrai continuare a venire.

LUI: Roba da farmi cambiare il colore degli occhi.

LEI: Roba da farti prendere fuoco.

LUI: Oggi sei monella.

LEI: Ti piace sempre quando mi comporto e vesto da monella.

Lo scambio sembrava non finire mai.

Un paio di mesi prima Ambrosetti aveva fatto un esame alla prostata.

LUI: Sto per andare a fare l’esame fammi un in bocca al lupo.

LEI: UN ENORME “IN BOCCA AL LUPO”! FAMMI SAPERE …. MI RACCOMANDO! E TRANQUILLO ….. POI LO COCCOLO DOPO IL TRAUMA ….

Fu la goccia che fece traboccare il vaso.

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