C’è cliente e cliente

Senza clienti, un’impresa non vive.

Ne hanno bisogno i panettieri, i supermercati e i produttori di petroliere.

Una fiduciaria non è diversa: la Spizzi ha bisogno di evasori che mettano i loro risparmi presso di noi.

Noi cerchiamo capitali da poter investire in fondi, azioni, obbligazioni in nome e per conto della nostra clientela.

Per i nostri servizi chiediamo delle piccole commissioni che rappresentano i nostri ricavi e che, se tutto va nel verso giusto, ci garantiranno un guadagno a fine anno.

In cambio dei nostri servizi, il risparmiatore che si rivolge a noi non deve preoccuparsi di nulla.

Pensiamo a tutto noi.

Pratiche burocratiche, aperture di conti, contatti con gestori. Ogni sei mesi, o ogni volta che ci viene chiesto, mandiamo un rendiconto preciso dell’andamento del portafoglio al cliente via posta elettronica criptata. Il cliente può ricevere queste informazioni ovunque nel mondo senza bisogno di passare da noi. Ovviamente, se desiderasse visitarci, sarebbe sempre il benvenuto. Di sicuro faremmo uno sforzo per farlo sentire benvenuto.

C’è di buono che i nostri clienti non si fanno vedere spessissimo.

Alcuni non si fanno vedere proprio mai.

A naso, direi che un terzo viene una volta all’anno, un terzo due volte l’anno e il rimanente terzo, che Dio li benedica, se ne sta a casa.

Ci sono eccezioni, ma direi che la situazione si riassume con quei numeri.

Chi sono i nostri clienti?

Nomi?

Non li avrete mai.

Quello che posso dare sono le caratteristiche generali. Immaginatilo come una sorta di dizionario del cliente tipico.

Ci rendiamo tutti conto che c’é cliente e cliente.

Alcuni sono benvenuti, persino ricercati (da noi, non dalla polizia). Altri non li vogliamo nemmeno toccare con un’asta lunga 10 metri.

© I Soldi Degli Altri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.