Il mestiere sicuro dell’evasore fiscale

Cento miliardi di euro evasi in Italia ogni anno.

Cento miliardi non vengono evasi da tre o quattro malfattori. Nemmeno da tre o quattromila malfattori. Parliamo di milioni di persone.

L’esattore delle tasse può avere accesso ai migliori database ed ai migliori programmi per leggere queste montagne di dati. Il segreto bancario in Svizzera può anche morire. La Guardia di Finanza o i giudici tributari possono essere tutti al 100 per cento onesti e dediti 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno alla caccia degli evasori.

Non importa.

Non Im-por-ta.

Non ci saranno mai le risorse per andare dietro a milioni di persone.

La disonestà diffusa è una disonestà sicura.

È un po’ come gnu e zebre nelle grandi savane africane. Un singolo animale non ha speranza contro leoni, iene, cani selvaggi, ghepardi e tutti gli altri cacciatori che navigano quelle praterie. Un animale nascosto tra migliaia di altri animali migliora seriamente le possibilità di farcela.

A differenza dell’opinione di alcuni dei miei clienti più arroganti, io non metto mai in dubbio la capacità e la volontà della magistratura italiana di catturare chi evade le tasse. Se un magistrato vuole sapere tutto (ed intendo tutto) sul vostro conto nascosto in Svizzera, Singapore, le Bahamas e persino Panama, con tempo e risorse lo saprà.

Il problema sta tutto lì: tempo e risorse.

Non ce n’é abbastanza né dell’uno né dell’altro. Non credo ce ne sarà mai abbastanza per milioni di evasori.

In più, anche per quella minoranza che viene trovata, i processi sono lunghissimi, spesso inconcludenti. A volte mi chiedo cosa accadrebbe se i processi per evasione fiscale in Italia, invece che essere sentiti di fronte a dei giudici fossero illustrati ad una giuria composta da 12 lavoratori dipendenti.

Probabilmente non ci sarebbero nemmeno i processi.

L’evasore pagherebbe tasse ed interessi sulle tasse pur di non affrontare la furia dei giurati.

I tempi della giustizia sono così lunghi, che l’evasore può sempre contare sull’inevitabile condono fiscale che uno Stato sommerso di debiti usa come espediente per ragranellare qualche soldino. Oggi la chiamano pace fiscale, ma sempre condono è.

Potrei chiudere l’argomentazione qua. Accontentarmi della vittoria che la solidità del mio ragionamento mi garantisce. Il fatto è che a me non piace solamente vincere quando so che posso stravincere.

L’attenzione di tutti non è dove dovrebbe essere (sugli evasori), ma sui politici. Sono i politici ad essere dei ladri. Gli evasori vengono menzionati ogni tanto. Qualche parola di critica qua e là, ma non troppe, che poi si offendono.

I miei clienti sono al sicuro. Non al 100 per cento. Nessuno lo è mai. Ma le probabilità di cavarsela sono dalla loro parte.

© I Soldi Degli Altri

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