Il passaparola

La Spizzi non fa pubblicità. Immagino capiate il perché: “Spizzi Sa. Dove le vostre tasse evase saranno al sicuro dalle grinfie dell’esattore.”

Non funzionerebbe.

Messaggio allettante, ma difficile da far vedere alla televisione o su internet.

Il settore in cui opero richiede un approccio più discreto. Nella mia area, la pubblicità può essere controproducente.

Per fortuna esiste il passaparola. La maggior parte dei clienti della Spizzi sono stati trovati grazie alla raccomandazione di un altro cliente.

Una volta trovati i primi clienti – quelli che ho portato via ad Amobrosetti – il passa parola è stato più che efficace.

Grazie a questo metodo, nei nostri uffici si sono presentati tutta una serie di personaggi provenienti da diverse parti del nostro piccolo pianeta.

Dobbiamo partire dal fatto che la Spizzi offre un servizio richiesto ovunque: quello di nascondere i soldi.

È un po’ come gestire una casa funeraria: ci sarà sempre bisogno di qualcuno come noi.

Come dicono gli americani, al mondo ci sono solo due certezze: la morte e le tasse. Le case funerarie si occupano della prima. A noi rimangono le seconde.

Il passaparola, nei casi comune, ci fa conoscere i vicini dei nostro clienti. Gente che abita nella stessa zona. A volte ci imbattiamo in casi più esotici e, il passaparola, riesce a farci incontrare persone da posti molto lontani.

Per esempio, uno dei nostri clienti di Como ci ha introdotto ad una sua cugina, una dentista di Varese. Fin qui il salto è piccolo. La dentista, a sua volta, ha parlato di noi alla sua zia che era sì di Varese, ma che che si era trasferita in Kenya quando aveva 25 anni. Doveva rimanere in Africa per pochi mesi, mi ha poi raccontato, ma ha finito per mettere in piedi un’attività alberghiera ed ora vive in Kenya da piu’ di 30 anni. Le tasse che evade le gira a noi. A sua volta la zia varesina in Kenya ha continuato il gioco del passaparola e ci ha fatto conoscere i nostri primi due clienti genuinamente da quel continente.

Si tratta di due imprenditori, uno che opera nella vendita della frutta sul mercato internazionale ed il secondo che organizza vacanze in Kenya per turisti stranieri. Il primo dei due ha un’impresa notevole, un po’ fuori dai nostri standard. Si parla di quasi mille dipendenti ed un’attività che esporta frutta fresca via aerea in diversi paesi europei e del medio oriente. Un sacco di tasse non pagate.

È un cliente che ci piace in particolar modo: l’attività è legittima ed in continua crescita, quindi i soldi continueranno ad arrivare. In più, tra Kenya e Svizzera non ci sono discussioni sul segreto bancario, quindi i loro soldi qua da noi sono particolarmente al sicuro.

Dovesse il canale italiano cominciare ad inaridirsi, è un fatto che fa ben sperare per il futuro.

© I Soldi Degli Altri

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