Gli svantaggi del passaparola

Anche se non credo che il fiume di tasse evase in Italia diventerà mai secco, l’essere riusciti ad aprire un ramo “africano” è una buona notizia. Parleremo in inglese con i clienti, invece che in dialetto, ma è qualcosa con cui possiamo vivere.

Il passaparola africano non è stato così propizio in tutte le occasioni. Tra le trenta e più nazioni che se si dividono il territorio del continente africano c’è un buon numero di paesi disgraziati gestiti da élite altrettanto disgraziate.

Uno dei due clienti kenyani ha fatto il nome della Spizzi ad un colonnello congolese.

Nel momento in cui il colonnello ha varcato la soglia dell’ufficio, mi son sentito protagonista di un film.

Il colonnello era un uomo alto, forse un metro e novanta, piuttosto robusto. Il viso cominciava ad arrotondarsi, ma aveva ancora il fisico di un soldato che ha visto delle battaglie. Diciamo che era in una fase tra addestramento duro e costante e una vita più comoda e più confortevole dove divani e tavole ben fornite cominciano a prendere il sopravvento su esercizi e disciplina.

Indossava un completo scuro ed una camicia bianca. Polsini chiaramente d’oro. Ha riso molto durante l’incontro e ha fatto ridere anche noi. Tutto sommato, un uomo piacevole.

Lo abbiamo preso come cliente?

No.

Dopo introduzione e caffè, ha sollevato la sua valigetta e l’ha aperta sulla scrivania. Da lí ha tirato fuori due sacchetti di diamanti.

Ci dice che sono la sua parte (ha usato proprio la parola parte) per il suo contributo allo sviluppo dell’industria estrattiva dei diamanti in Congo.

A quanto pare, vengono, pagati in natura.

Da quel momento in avanti, si é trattato semplicemente di trovare un modo gentile per farlo andare via. Un paio di scuse sul fatto di non avere le capacità tecniche di accettare depositi in diamante.

Gli ho però suggerito un paio di fiduciarie qui in Lugano che sarebbero stato in grado di incontrare i suoi bisogni. L’ho pure introdotto telefonicamente.

Nessuana ragione di essere scortesi.

Che ne sai? Magari un giorno passerà il nostro nome ad un normale evasore fiscale congolese.

© I Soldi Degli Altri

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