I fondi sono macchine per creare commissioni 2

Un fondo d’investimento è una macchina per commissioni.

Tutti vogliono trarne beneficio e tutti lo fanno.

Abbiamo menzionato la commissione sui risultati e quella sulla gestione. Se non vi sono familiari è, probabilmente, perché le avete viste con il loro nome in inglese. Ricordatevi: l’inglese fa figo e aiuta a confondere le acque e nelle acque torbide si pesca bene. Il nome in inglese delle due commissioni è performance e management fees. Con anche commissione scritto in inglese.

Ciapa.

Ci sono altri costi che devono essere coperti da commissioni.

È importante ricordarsi che, anche se chi gestisce il fondo decide cosa compare o vendere, nella stragrande maggiornaza dei casi non è il gestore stesso a occuparsi di acquisti e vendite. Le operazioni vengono fatte attraverso degli operatori autorizzati come le banche. Il fondo non detiene nemmeno i titoli presso di sè.

Non tutti possono custodire i titoli scambiati sul mercato. Sono necessarie le qualificazioni e le capacità di una banca.

Quello che fanno quasi tutte le società di gestione del risparmio è firmare un accordo con una banca – la banca depositaria – per occuparsi della custodia dei titoli e della gestione dei conti correnti. Una banca ha a disposizione una struttura molto complessa e molto regolata per registrare, verificare, confermare e validare tutto ciò che fa la società di gestione.

La banca depositaria, che non è un ente benefico, si prende la responsabilità legale per tutte queste attività. La depositara ha i suoi costi che deve coprire e ha i suoi azionisti che vogliono un profitto. I suoi servizi della depositaria non sono gratuiti e devono essere pagati. Ecco un’altra commissione.

Altre commissioni?

Ovvio!

Parliamo dei direttori. Ogni fondo deve essere dotato di direttori che prendano la responsabilità legale di quello che viene fatto. Sono quelli che ci mettono la faccia e la firma.

Notate che i direttori non devono necessariamente far parte della società di gestione. Per esempio, è normale che la banca depositaria abbia un suo dipendente come direttore.

Altrettanto spesso, l’avvocato della società farà anche da direttore. Il direttore in sé non deve fare tantissimo. Anzi: spesso fanno molto poco e si limitano a firmare ed approvare. Diciamo che l’unica cosa che controllano veramente è che il pezzo di carta su cui stanno per mettere il loro nome, non finisca per mandarli in galera.

In altre parole il loro mestiere consiste nel pararsi il culo. Per questo ottimo servizio che può prendere anche dalle 6 alle 10 ore in un anno, i direttori devono essere pagati generosamente. Non ho mai visto nessun direttore prendere meno di 20 mila franchi all’anno. Visto il pesantissimo monte ore, è molto comune che un direttore faccia lo stesso mestiere per più fondi che, a 20 mila franchi a botta, fa un bel vivere.

Il bel vivere del direttore viene pagato da un’altra commissione.

Ci sono poi le commissioni per i revisori dei conti. Di solito definite in inglese – of course – come auditor fee, che si traduce con: commissione per i revisori dei conti.

Ogni anno il fondo viene “controllato” da persone pagate dal fondo stesso per dire se i calcoli sono fatti bene. Ogni anno, la compagnia che gestisce il fondo deve rispondere ad una serie di domande che, nella sostanza, non cambiano mai. Tradizionalmente, si risponde con la solita montagna di carta. Il revisore contempla la montagna di carta, pensa “non ci sono cazzi” e taglia corto approvando con formule del tipo “non ho trovato niente che mi faccia pensare che forse qualcosa mi sia sfuggito e, per quel che questa frase pensata per pararmi il culo permette, direi che ci siamo. P.S: nel caso sbagliassi non è colpa mia.”

La richiesta di pagamento della fattura da parecchie migliaia di euro, invece, è molto più esplicita.

C’é poi la commissione piu’ interessante.

La più bella.

Certamente la più sexy.

Quella che va a me.

© I Soldi Degli Altri

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