La negoziazione, un’arte quasi dimenticata

Pensiamo a qualcosa che accomuna molti di noi: prima o poi, da un supermercato ci siamo passati tutti.

Fare la spesa in un supermercato è molto facile. Si entra, si sceglie ciò che si vuole comprare, si va alla cassa e si paga.

A meno che vi siate fermati al banco del pesce o della carne per avere un pezzo particolare, l’intera esperienza della spesa al supermercato coinvolge soltanto voi stessi. È qualcosa che potete fare “da soli”. Non c’é bisogno di parlare con nessuno, nemmeno con le cassiere se siete una di quelle persone che preferiscono usare quelle casse “fai da te”. Si entra e si esce in totale anonimato.

Stessa cosa all’IKEA. Entrate, magari vi prendete il catalogo, e certamente non vi dimenticate di uno di quei delicatissimi metri di carta che finiscono regolarmente in coriandoli. La matitina piccola e già appuntita e vi viene fornito anche un pezzettino di carta.

L’IKEA vi mette a disposizione tutto il necessario perché possiate fare da soli, perché non rompiate l’anima ai dipendenti e perché i dipendenti non rompino l’anima a voi. I prezzi sono ben marcati su tutti i mobili e gli oggetti e ci sono anche tutte le indicazioni per trovarli nei cavernosi magazzini che precedono le casse. Gli impiegati sono lì pronti ad aiutarvi se chiedete. Altrimenti vi lasciano girovagare in pace senza disturbarvi o infastidirvi. Anche IKEA ha introdotto le casse automatiche. Anche qui potreste fare il completo giro del magazzino senza dover mai interagire con nessuno.

All’IKEA, come al supermercato, non vi verrebbe mai in mente di chiedere uno sconto: i prezzi sono quelli.

Punto e basta.

Il gioco del negoziare sul prezzo, che, sono sicuro, fino a meno di un secolo fa era un fatto della vita quotidiana, è scomparso da molta della nostra routine giornaliera. Non cerchiamo veramente più di tirare sul prezzo su ogni oggetto. Non chiediamo al nostro supermercato di tirare giù di qualche centesimo il prezzo del pollo che vogliamo comprare. O è lui, il supermercato, che ci dice che c’è uno sconto o noi accettiamo il prezzo per quello che è.

Anche nei mercati di strada, dove di sicuro un’interazione con il commerciante c’è, è abbastanza raro che perdiamo tempo tirando sul prezzo. Un pò abbiamo perso il tocco magico, un pò non ci importa perché la differenza sarebbe comunque minima.

In molti film romantici o in qualche programma messo in piedi da un qualche cuoco in cerca di fama, c’è spesso il momento dove i protagonisti passano da un mercato di strada (mai un supermercato) per scegliersi le verdure o la carne. Sono scene dove i nostri eroi toccano le verdure – provate a farlo voi al mercato – e chiacchierano dei massimi sistemi con il commerciante. Provate a farlo anche voi senza l’ausilio di una telecamera alle vostre spalle per tenere a bada gli altri clienti in fila.

No.

Per molte cose, ormai non si negozia più.

Ma non bisogna disperare. Non è un’arte completamente scomparsa.

Preziose come il Serengeti per gli animali africani, rimangono delle aree dove il negoziare, il tira e molla, le sceneggiate, le litigate, le finte ed i mini ricatti rimangono vivi e vegeti.

Presso noi fiduciari la negoziazione è una cosa di tutti i giorni.

© I Soldi Degli Altri

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