Diapositive ed inglese

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In una qualsiasi presentazione dove sono presenti un analista ed il suo capo, il povero analista non avrà mai minima speranza. Il giovanotto verrà presto relegato al ruolo di telecomando per il proiettore.

Qualcuno di voi si ricorderà delle diapositive. Fotografie che potevano essere proiettate sul muro.

Il maniaco delle diapositive – ne aveva migliaia – era sempre a caccia di ospiti per un aperitivo. Ignari della trappola in cui stavano per cadere, questi accettavano l’invito e si presentavano all’ora convenuta.

A metà serata, quando ormai era troppo tardi per salvarsi e scappare, veniva tirato fuori il famigerato marchingegno per la tortura: il proiettore.

Un qualche figlio piccolo veniva messo al comando dell’aggeggio per far muovere le diapositive ed il padre, o la madre, cominciava ad illustrare il perchè, il percome, il dove ed il quando delle fotografie.

Gli ospiti sorridevano educati, ma tremavano all’idea di quanto sarebbe durata la faccenda.

L’illustratore descriveva e descriveva, sottolineando le foto che aveva fatto lui – che erano molto più belle di quelle fatte dalla moglie – e dando immediatamente la colpa di un’immagine sfocata a qualcun altro. Quando veramente non poteva aggiungere più nulla ad una diapositiva diceva: “Avanti”.

Ca clank!

I proiettori erano molto rumorosi quando si andava da un’immagine a quella seguente.

Non doveva passare molto tempo prima che tutto quello che volevano sentire le vittime di questa presentazione fosse quel “Avanti” e quel ca clank.

Oggigiorno, il gestore, ovviamente, non direbbe mai “Prossima”. Dice: “Next”.

Purtroppo non c’è più il ca clank. Questo vuol dire che, in certi casi, il rischio di addormentarsi non è trascurabile.

C’è poi la questione dell’inglese.

Nel curioso mondo della finanza italo svizzera una scrivania, magicamente, si trasforma in desk. Tu chiami la società, chiedi della persona e qualcuno ti risponde: “Mi spiace, non è al suo desk”.

Wow!

Caboom!

Shazan!

Sarebbe impensabile per questa gente non aggiungere una spessa, zuccherosa glassa di espressioni anglosassoni in ogni loro discorso. Non dicono “Grazie”. Preferiscono “Thanks man”. Anche se siete una donna.

Frasi che sarebbero genuinamente comprensibili per quello che sono e che potrebbero essere espresse come “sfruttare la crescita del mercato”, vengono storpiate inutilmente. Così quello che lo spettatore – perché si è questo: degli spettatori – deve sentire è “market growth exploitment”.

È la stessa cosa, ma fa molto più figo.

La cosa è diventata talmente stancante che uno si stufa persino di far notare l’ovvio dietro una frase palesemente idiota. Mi stai dicendo che se il mercato cresce, il tuo fondo cresce anche lui. Stai dichiarando che le tue capacità di fare meglio del mercato sono ridotte o nulle. Stai confessando, in inglese, di essere un mediocre. Mi stai invitando a comprare un qualche indice che replica il mercato. Mi costerà meno e avrò gli stessi, se non migliori risultati.

Fool.

© I Soldi Degli Altri

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