Un buon fiduciario ama i fondi sfigati

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Perché solo un fiduciario puo’ apprezzare ed investire i soldi degli altri in un fondo che ha poche possibilità di dare rendimenti sensibili o che, in parecchi casi, potrebbe far perdere dei soldi agli investitori / evasori fiscali.

Il motivo è molto semplice: al fiduciario piacciono questi fondi sfigati proprio perché nessun altro è così idiota da volerci mettere i propri sudatissimi soldi. Non in cose del genere. Non consapevolmente. Non direttamente. Non lo vuole fare il singolo investitore che preferisce dirigere i propri risparmi verso qualcosa di provato, testato e con un nome riconoscibile. Non lo vogliono certamente le banche, perchè anche loro si rendono conto che quello che hanno di fronte ha poche possibilità di aver successo. Un secondo problema con le banche è che queste hanno montagne di soldi da muovere e tendono a preferire fondi ben capitalizzati e corposi. Questi portafogli stranezze non sono mai molto grandi.

Quindi, alla fine, rimaniamo solo noi: i fiduciari.

Salvatori di fondi e di gestori incapaci.

Se il prezzo è giusto.

Finalmente, a questo punto, dopo la tortura delle presentazioni, comincia quella che per me è la vera negoziazione.

Non più sale enormi.

Au revoir presentazioni con grafici e fotografie.

Addio giovani assistenti che provano a dire la loro, ma perdono sempre contro il capo logorroico.

Adesso ci troviamo in una stanza piccola dove il fiduciario è persino autorizzato a fumare e, se si usa un programma, non sarà più Power Point. Power Point è per sfigati. Il programma sarà Excel. Si deve poter far dei calcoli, cazzo, altro che grafici.

Adesso siamo in due o tre, non in cinquanta.

Adesso si parla in italiano. Se la compagnia è quella giusta ci sono anche puntate sul dialetto.

I due schieramenti (loro ed io) hanno le idee molto chiare. Loro vogliono darmi quello che, dicono, pagano a tutti i fiduciari e sparano una cifra. Io, ovviamente, so che sono stronzate. Non esiste una commissione che viene pagata a tutti i fiduciari. Ognuno contratta quello che puo’. Nella mia testa, quello che danno agli altri non è MAI abbastanza. I miei soldi sono molto più fighi.

Voglio sempre una fetta più grossa.

Quanto grande la fetta non dipende dalle possibilità di successo del fondo. La semplice realtà di questo incontro vuol dire che non sono riusciti a convincere le banche. Se sono lì, seduti intorno ad un tavolo con me, vuol dire che già altri hanno determinato quel fondo non andrà da nessun parte, se non giù.

Non c’è problema. Io sono amico di tutti e sono di bocca buona.

Quello di cui ci si deve rendere conto è che la mia bocca deve essere nutrita a suon di commissioni.

© I Soldi Degli Altri

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