I fondi di investimento sono una questione di classe

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Le società per azioni emettono diversi tipi di titoli. Forse ne avete sentito parlare: azioni ordinarie, di risparmio, privilegiate e così via. Di solito quello che differenzia un tipo di azione dall’altra è il suo potere di voto durante le assemblee, o la parte di dividendi che ricevono.

Anche un fondo di investimento emette diverse tipi di azioni. Queste si chiamano classi e quello che le rende diverse le une dalle altre non è il potere di voto (che non hanno), ma la struttura delle commissioni che le caratterizza.

Soprendente, vero?

Se ci pensate bene, non lo è per niente.

Ci sono, per esempio, classi pensate per istituti bancari dove l’investimento minimo è di almeno 1 milione di euro o più e le commissioni sono un po’ più basse.

Molto comuni sono anche le classi per i dipendenti della società che gestisce il fondo. Qui molte delle commissioni sono rimosse. La realtà della classe per dipendenti è che, nella maggior parte dei casi, vengono comprate dai gestori stessi. Mettono dentro i fondi i soldi della loro famiglia e preferiscono non condividere l’eventuale profitto con i colleghi. Ragionevole.

Tutte queste non vanno bene per i piccoli risparmiatori. Pochi possono permettersi di sborsare un milioni e pochi sono parenti dei gestori.

Non c’è problema: esistono le classi pensate per il mercato al dettaglio, le classi pensate con il piccolo risparmiatore in testa. Queste sono le più amate dai fondi per due validi motivi. Il primo motivo è che queste azioni diversificano la base degli investitori. Tante piccole quote: nessun cliente che comanda veramente o che ha il polso del fondo. Secondo motivo, di gran lunga il più importante, quella per il piccolo risparmiatore è di gran lunga la classe più onerosa per l’investitore, ergo più profittevole per chi gestisce il fondo. Diciamo che da ogni milione investito da una banca, il fondo guadagna duemila euro. Per ogni milione investisto da piccolo risparmiatore, il fondo guadagnerà 20 mila euro o più. Il principio non è molto diverso da quello di un compratore all’ingrosso e di quello al dettaglio. Il secondo non potrà mai contare sugli sconti ottenuti dal primo.

Come dicevo le classi per il piccolo risparmiatore sono pensate appositamente per loro.

Il principio dietro questa pletora di classi è quello della diversificazione dell’offerta. Prodotti diversi per esigenze diverse in modo da ottenere maggiori profitti.

Penso sia palese che le mie preferenze tendono verso le azioni per piccoli risparmiatori, ma il mio cuore si scioglie per le classi di azioni che pagano un dividendo periodico.

Chiunque se ne sei uscito con l’idea delle classe dividendo era un genio senza scrupoli.

È il classico caso di cornuti e mazziati.

© I Soldi Degli Altri

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