Il Perfetto Incompetente è una grande fonte di profitto

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Quando un fondo viene dato in mano ad un Perfetto Incompetente, si finisce di fronte ad fatto innegabile: Il fondo del Perfetto Incompetente non va da nessuna parte. Tenere i soldi in un materasso e lasciare che l’inflazioni si mangi poco a poco il loro valore sarebbe più profittevole per l’investitore.

È uno stato delle cose che ogni fiduciario degno di questo nome adora.

Non fare quella faccio, caro unico lettore. Ormai dovresti essere abbastanza smaliziato da avere una mezza idea del dove finiranno gli interessi dell’investitore quando costui lascia a qualcun altro il compito di decidere dove mettere i suoi soldi.

Il Perfetto Incompetente è una grande fonte di denaro.

La sua imperizia nel suo lavoro, non gli impedisce di avere il solito ego da gestore. È un difetto caratteriale che crea un appetito per capitali.

Con il genere di risultati di cui il Perfetto Incompetente è capace, però, i capitali non arrivano spontaneamente. Ci mancherebbe.

Un fiduciario, con il giusto prezzo, può far arrivare il denaro. Ambrosetti era riuscito ad ottenere l’ottantacinque per cento delle commissioni di gestione. Non sarebbe stato difficile avere l’intera commissione, ma si era impietosito. Un Perfetto Incompetente è un animale talmente raro che uno si sente spinto a proteggerlo. Un po’ come il cucciolo di un panda.

Il WWF è roba da dilettanti di fronte a noi fiduciari.

© I Soldi Degli Altri

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