Alfa grande = cazzo grande

Dovesse piacerti questo pezzo, per favore spargi la voce.

Stop!

Cosa deve avere un gestore per essere figo?

Alfa.

Chi è Alfa? Un cane?

Alfa è un parametro. Un parametro che dice quanto è bravo un gestore.

Il vostro alfa è negativo? È come aver appena mangiato un piatto di fagioli, aglio e cipolle e trovarsi seduto a fianco di una super modella che ti chiede come stai. Non è bello.

Alfa uguale a zero o nei dintorni. Minestra riscaldata.

Alfa significativamente positivo. La super modella è tua.

In realtà la super modella diventa un piacevole effetto collaterale. Quello che è tuo è il rispetto e l’invidia dei tuoi compagni gestori.

Per dirla in un linguaggio che il gestore capirebbe: you are the man.

Bello. Molto bello.

© I Soldi Degli Altri

La Grande Piramide dei Gestori

Dovesse piacerti questo pezzo, per favore spargi la voce.

Un gestore può avere montagne di patemi psicologici e psichiatrici.

Non è un problema. Il suo ego non ne risente.

Potrebbe essere un sociopatico.

Non è un problema. Parecchi lo sono. Il suo ego non ne risente.

Potrebbe anche essere meno ricco di altri.

Il suo ego qua ne risente, ma se ne fa una ragione.

Che cosa colpisce l’ego di un gestore. Quando è che il gestore, almeno in modo inconscio, riconosce la propria inadeguatezza.

Mancanza di profitti?

No. La maggior parte dei soldi arriva dalle commissioni sulle masse non dai risultati ottenuti.

Il profitto non è il vero test delle palle di un gestore (che sono quasi tutti maschi).

Non è il guadagno che gli permetterà di raggiugnere il vertice della Grande Piramide dei Gestori.

Se vuole raggiungere la vetta per essere ammirato dai suoi pari, per essere invidiato ed apprezzato da altre divinità come lui, se vuole un vera prova della sua mascolinità – davvero: son quasi tutti maschi – se vuole sentirsi un vero uomo, deve avere un alfa più grande degli altri.

Chi ha l’alfa grosso ha il cazzo grosso.

© I Soldi Degli Altri

Il gestore ansioso

Dovesse piacerti questo pezzo, per favore spargi la voce.

L’enorme ego di un gestore può portare a conflitti interiori.

Quando la realtà dei risultati portati a casa è in palese conflitto con l’alta opinione di sé che il gestore ha, l’incapacità di riconciliare la contraddizione costringe il gestore a cercare il discreto aiuto di uno psicologo.

A volte funziona e a volte no.

Ci sono persino i casi incerti.

Un gestore, erede di una ricca famiglia italiana, aveva traslocato a Lugano, quando la Guardia di Finanza si era fatta un po’ troppo insistente.

Nell’ambiente finanziario luganese c’erano anche voci di un avviso di garanzia, ma non ne ho mai trovato conferma.

Comunque sia, l’uomo prende baracca e burattini e trasferisce moglie e prole in Svizzera.

La moglie era pubblicamente comprensiva. In realtà era tremendamente incazzata.

Il povero (in senso lato) uomo viene colpito da una crisi poco dopo. Il suo fondo non va così bene, non è l’uomo onesto che il suo ego gli assicura d’essere e la moglie è incazzata.

Attacchi d’ansia.

Insonnia.

Onestamente: una brutta faccenda.

Finisce dalla psicologo che lo cura a botte di medicinali: Seropram, Elopram, Cipralex… un vero ricettario.

L’uomo diventa un esperto in materia e il suo ego gli fa uno scherzo crudele. Nella sua testa ragiona così: quello che va bene per me ed ha funzionato (funzionato?) per me, deve andare bene per tutti, perchè io sono figo, praticamente una divinità in terra.

Da quel momento, ogni qual volta qualcuno gli dice di essere un po’ giù o di essere un po’ ansioso, non lesina consigli.

Ci sono passato anch’io, ti dice. Ho provato questo. Dovresti provarlo anche tu. Magari una combinazione di questi due.

Non si ferma mai. Un fiume in piena.

Non si rende conto che, probabilmente, stavi solo chiacchierando, riempiendo un qualche minuto con frasi che lasciano il tempo che trovano. Con non più significato di quello che diamo noi anzianotti quando ci troviamo e parliamo dei reciproci acciacchi.

No: lui deve dirti la verità. La sua verità (che è chiaramente universale).

Cosiì ti racconta di tutte le sue avventure con lo psicologo, dei dosaggi di medicinali, dello sport che ha fatto.

Tu lo guardi con occhi sgranati mentre confessa tutti i suoi problemi di io e anche di super io e tra te e te sei convinto che per il tuo interlocutore sia giunto il momento di fare un salto di qualità: da psicologo a psichiatra.

© I Soldi Degli Altri

La verità vi renderà depressi

Dovesse piacerti questo pezzo, per favore spargi la voce.

Ripetiamolo.

Lugano è una città di provincia.

Lugano è una città piccola.

Soprattutto: Lugano, non è una sede finanziaria particolarmente competitiva.

Lugano trae ricchezza dall’evasione fiscale in altri paesi, soprattutto in Italia.

Il nostro gestore, nostro nel senso di nostrano, però, non lo sa o fa finta di non saperlo.

Ha in testa una spiegazione migliore e che non ferisce il suo ego: i capitali sono in Lugano, perché lui è un figo.

L’alternativa, la verità, è troppo spiacevole da contemplare.

Questa negare l’evidenza è una forma di protezione psicologica.

I gestori che perdono questa protezione e, in un momento di rara lucidità, intravedono la verità, rischiano: rischiano grosso.

Attacchi d’ansia.

Persino di panico.

Alcuni sono finiti sulla confortevole sedia di uno psicologo.

© I Soldi Degli Altri

La piazza finanziaria luganese

Dovesse piacerti questo pezzo, per favore spargi la voce.

Lugano è una città di provincia.

Lugano è una città piccola.

Soprattutto: Lugano, non è una sede finanziaria particolarmente competitiva.

I gestori e fiduciari locali vi diranno il contrario: vi diranno che sono superfighi e che sono i migliori. Non è vero. Non lo sono. I migliori lavorano in altri posti come Londra, New York, Tokyo e Hong Kong. Poi ci sono sedi come Parigi, Francoforte, Milano, San Francisco, Singapore, Zurigo. A seguire Madrid, Sidney, Chicago, Ginevra… Insomma, prima di arrivare a Lugano bisogna farne parecchia di strada.

Lavorare a Lugano non richiede capacità stellare. Il mercato è protetto dai venti della competizione dal segreto bancario.

La cosa veramente strategica di Lugano è la sua posizione geografica a due passi dal confine con l’Italia. Tutti quei soldi evasi dal fisco devono pure andare da qualche parte. Passato il confine a Como, un’autostrada, stando nei limiti, vi porterà in comodi 20 minuti in centro a Lugano.

Ricordatevi che qui da noi i parcheggi azzurri sono gratuiti (basta mettere il disco orario). Sono quelli bianchi ad essere a pagamento.

Riassumendo: lo scopo principale della finanza locale è quello di raccogliere l’evasione fiscale italiana, così come quella di Ginevra è quello di raccogliere quella francese. Il resto del mondo va a Zurigo.

Le nazionalità non sono comunque monocromatiche. I russi che approdano sulle nostre sponde sono in crescita. Ad essere precisi i russi vanno in Italia. Turisticamente la preferiscono. Per i soldi, pero’, si affidano a noi. A conti fatti, anche se l’evasione viene dall’Est, la ragione per cui questi soldi arrivano a Lugano è di nuovo l’Italia.

È un concetto che abbiamo già incontrato: si viene qua per nascondere delle somme di denaro più o meno grandi. Nessuno pretende rendimenti stellari, anzi ci si accontenta anche di rendimenti ben al di sotto della media, ma, per carità, teneteci lontano dal fisco italiano o russo che sia.

© I Soldi Degli Altri

Il fattore ambientale

Dovesse piacerti questo pezzo, per favore spargi la voce.

Rimaniamo ancora un po’ sul nostro eroe epistolare.

Senza arrivare a fare nome e cognomi, per carità, devo confessare di conoscere il personaggio. Ho chiesto in giro e ho scoperto che la ragazza disoccupata l’abbia mollato e che lui sia andato in Ucraina a comprarsi una sposa del posto.

Nonostante l’evidenza contro, non me la sento di dare tutte le colpe al nostro gestore frontaliere.

Diciamo che, sì, l’ottanta per cento della colpa è sua. È difficile negare che sia uno stronzo arrogante.

C’é, però, un venti per cento che può essere ricondotto a fattori ambientali.

Immaginatevi la situazione. Un giovanotto, laureato di fresco, quasi di sicuro con un voto più che decente da un’università tutt’altro che banale come la Bocconi di Milano.

Non dimentichiamoci che non stiamo parlando di gente stupida od ignorante. Il difetto qui non è una mancanza di conoscenze.

Laureato e preparato, quindi.

Comincia a mandare in giro curriculum e riceve, probabilmente, diverse offerte. Almeno una arriva da Lugano.

Il lavoro offerto va d’accordo con i suoi studi. Non stiamo parlando di qualcuno che ha studiato letteratura, ha fatto un master in storia del cinema neoclassico e adesso spera di trovare un lavoro decente.

E poi c’è quel salario. Un salario di partenza che manco se lo sognava prima.

C’è anche il fatto che il mercato del Canton Ticino non è così ferocemente competitivo come potrebbe essere quello di Londra o anche di Milano. La vita nel Ticino è più facile.

Il mercato svizzero è protetto dal segreto bancario. La necessità di portare a casa dei risultati non è così forte.

Il nostro eroe, però, di questo non se ne rende conto.

Non è in grado di rendersene conto.

Pensateci un momento. Trova lavoro quasi subito. Un ottimo stipendio. Penso sia autorizzato a darsi un po’ di arie. Ce le daremmo tutti.

Il suo ego, così ben nutrito, lo difende da una qualsiasi pretesa di umiltà. Se fosse stato soggetto ai venti gelidi della competizione londinese, probabilmente sarebbe stato un po’ più consapevole dei propri limiti. Non molto, ma un po’. Magari sarebbe anche riuscito a tenersi la ragazza.

Invece si trova in Svizzera e non a Zurigo, ma a Lugano.

L’ambiente è importante. Per capire il gestore medio di queste latitudini, dobbiamo conoscere il suo ambienete.

© I Soldi Degli Altri

L’arroganza senza peccato

Dovesse piacerti questo pezzo, per favore spargi la voce.

La lettera pubblicata settimana scorsa non era un invenzione.

Non l’ho scritta io.

È vera.

Non l’ho neanche riportata integralmente.

Che ci crediate o no, vi ho risparmiato parecchi passaggi.

Volevo giusto darvi un’idea e, francamente, credo di esserci riuscito. Purtroppo l’ego gli ha impedito di rileggere il messaggio e la grammatica ne ha risentito. D’altra parte quando uno è convinto di non poter sbagliare, perché perder tempo a rileggere.

A conti fatti l’arroganza dell’autore è così pura da rendere l’autore innocente.

Non si rende per niente conto di quanto sia stronzo.

Mi sento imbarazzato per lui.

© I Soldi Degli Altri

La lettera

Dovesse piacerti questo pezzo, per favore spargi la voce.

L’ego è una bestia furba e crudele, sempre in agguato alla ricerca del momento migliore per fare una figura di merda. Più grande l’ego, maggiore la figura di merda.

L’ego, però, vi impedirà di riconoscere la figura di merda per quello che è. Voi continuerete a sentirvi fighi, anche se tutti vi ridono alle spalle.

Così il presidente Trump vi suggerirà di iniettarvi candeggina per guarire da Covid 19.

I gestori non sono immuni dal virus “stronzate da ego”.

Mi è capitata tra le mani questa posta elettronica che gira negli ambienti dell’amministrazione della regione Lombardia ormai da qualche anno.

Era stata inizialmente indirizzata al Parlamento Italiano, poi ha cominciato a diffondersi ed è, col tempi, diventato un classico all’interno degli ambienti dell’amministrazione italiana.

È stata scritta da un gestore vive nella fascia di frontiera.

Ve la mostro. Italiano bislacco ed errori compresi.

—-

Egregi Onorevoli!

Vi prego di osservare con grande attenzione tutto. È molto impegnativo e magari occorrerà il mio aiuto o di qualche tecnico a cui potreste certamente avere accesso. Spero la mia mail vi guidi nella comprensione della tecnicalità che voglio spiegarvi per farvi osservare che i piu’ colpiti dalla disdetta dell’Accordo (l’accordo sui lavoratori frontalieri n.d.r.) sono i Comuni.

Intanto é un enorme piacere esserVi accanto e provare a spiegarVi che i Ticinesi e gli Svizzeri  stanno facendo un casino per nulla nel volere rinegoziare l’Accordo. Credo davvero di potervi aiutare molto perché vivo in prima persona la situazione e penso di poter dire la mia a ogni livello. Inoltre sono dentro fino al collo al problema avendo salario oltre i 150.000 chf e avendo appena comprato una bella casa a Varese per sposarmi con la mia ragazza disoccupata in Italia.

Il danno della disdetta dell’Accordo sarà si per i lavoratori (ma solo quelli a redditi molto elevati) ma soprattutto sarà per i comuni che non vedranno piu’ ristorni. Vi spiego il perché.

Premessa é che gli Svizzeri adorano le nostre imprese e fare concorrenza fiscale per attrarre imprese in Svizzera. Peccato pero’ che non desiderano i lavoratori Italiani di queste imprese o meglio vorrebbero imprese italiane e ricchi italiani che si trasferiscono in CH ma per dare lavoro solo ( o omeglio in primis e a condizioni migliori rispetto agli italiani) agli Svizzeri. Sono nazionalisti gli Svizzeri (e pure socialisti e il connubio non é il migliore).

Sono un Italiano, fiero di essere italiano e non voglio trasferirmi in Svizzera. Ho 30 anni e voglio fare un figlio e sposarmi, quale la logica di non incentivarmi a restare in Italia??

Se dovessi pagare oltre 30.000 eur di tasse (non riuscendo ad ottenere ad esempio deduzioni in CH) aggiuntive all’anno perché non trasferirmi?? Ma questo un’altra volta andrebbe a depauperarci. Attrarrebbe i lavoratori forti, quelli che possono comprare una bella casa, spendere soldi, creare famiglie, i frontalieri sono generalmente giovani. In Svizzera non ci sono tutele sul lavoro. Si lavora e si ha un buon salario. Dunque ogni euro é molto sudato (per non parlare delle ore in auto quotidiane). Perdere gente e famiglie del genere non é intelligente per l’Italia.

Cosi come occorre incentivare le Aziende a stare in Italia!! Occorre fare come con la benzina: a Varese abbiamo la tessera sconto e ora quasi tutti fanno benzina in Italia. Serve liberismo, una zona franca come diceva Maroni che mi sembra completamente eclissato. E i parlamentari leghisti dormono e non sono all’altezza. Con una zona franca avremo giovani svizzeri che vengono in Italia per cercare casa dato che i prezzi in Svizzera sono folli a causa del denaro di dubbia prvenienza riversato nell’immobiliare.

….

Fatemi sapere se tutto é chiaro, se avete bisogno di supporto e grazie per il vostro di supporto.

—-

Incidentalmente. Conosco bene l’autore della lettera: lavora per una compagnia di gestione qui a Lugano. La ragazza (disoccupata) di cui parla l’ha poi mollato.

© I Soldi Degli Altri

Il gestore scrive

Dovesse piacerti questo pezzo, per favore spargi la voce.

Quando si parla di tasse sui frontalieri, un sacco di gente si sente coinvolta, da una parte e dall’altra.

I gestori non fanno eccezione.

Intendiamoci, la maggior parte dei gestori di calibro sono italiani residenti in Svizzera. Sono scappati dal fisco in Italia e si sono trasferiti sulle nostre terre più ospitali.

Alcuni gestori, giovani ed in carriera, però sono frontalieri. La loro età non diminuisce il loro ego. Direi anzi che ci aggiunge un pizzico di esuberanza.

Alcuni di loro hanno ritenuto necessario esprimere la loro opinione a riguardo.

Per carità, ne hanno pienamente diritto.

Tutti noi diciamo la nostra su più o meno tutto. Le discussioni da bar, come il pettegolezzo, sono molto piacevole.

Il gestore, però, si sente profeta e sicuramente non vuole essere la voce di uno che grida nel deserto. Farà di tutto perché qualcuno ascolti il suo pensiero.

Il gestore disdegna le discussioni da bar.

Il gestore scrive.

© I Soldi Degli Altri

Le tasse dei frontalieri (parte 2)

Dovesse piacerti questo pezzo, per favore spargi la voce.

Da quando la Svizzera ha firmato gli accordi di libera circolazione con l’Unione Europea sono successe parecchie cose. Le possiamo riassumere in modo molto semplice dicendo che la Repubblica Elvetica ci ha guadagnato un bel po’ di denaro. Più scambi, più turismo e più tasse dal crescente numero di frontalieri.

Ovviamente, come conseguenza del maggior numero di frontalieri anche il ristorno di parte di queste tasse all’Italia ha raggiunto cifre non indifferenti.

Contemporaneamente le spese nel Ticino sono salite enormemente. Lugano è una città che ha un ottavo degli abitanti di Palermo ma ha un debito altrettanto grande.

Bisognava trovare dell’altro denaro.

Soluzione migliore: controlla le spese.

Ahimè, tutti sappiamo quanto sia difficile e politicamente costoso dare un taglio alle spese. Meglio una soluzione basato su qualcosa di più primitivo: dagli allo straniero!

Un bel giorno i nostri partiti populisti votati da una maggioranza relativa degli elettori hanno cominciato ad attaccare i frontalieri.

Ce ne sono troppi…

I soldi che guadagnano vengono spesi solo in Italia…

A quanto pare (e comodamente) ci si dimenticava dei milioni di tasse lasciati sul nostro territorio, denaro che veniva incassato da cantone e confederazione senza che questi dovessero offrire una vera contropartita. I frontalieri usano gli ospedali in Italia – non i nostri – mandano i figli a scuola in Italia – non a Mendrisio.

Questi, vi rendete conto, sono dettagli spiacevoli che non dovrebbero mai mettersi di traverso di una sana politica populista popolare.

Insomma: viene alzata la pressione su tutta la faccenda. Una manifestazione di dubbio gusto qua, un paio di insulti là, e aprono le negoziazioni per rivedere l’accordo sui frontalieri. Il Ticino vuole una fetta più grande delle tasse.

© I Soldi Degli Altri