Gestire i soldi degli altri

Complimenti!

Avete fatto il vostro lavoro. Avete messo in piedi la vostra fiduciaria. Vi siete procurati i clienti.

Stupendamente, questi clienti vi hanno girato un ammontare di denaro non indifferente.

E adesso?

Che si fa?

Dove mettiamo tutti quei soldi?

Quali sono i criteri a cui far riferimento per far fruttare tutto quel po’ po’ di ricchezza non nostra.

Come trattiamo i soldi degli altri?

Alcuni punti sono chiari:

1. I nostri clienti ci pagano per tenere nascosti i loro denari dal fisco. Questa è, non bisogna mai scordalo, la loro motivazione principale. È la cosa che bisogna sempre ricordare: i nostri clienti sono, in buona sostanza, dei criminali e non vogliono farsi prendere dalle autorità costituite.

2. Ai clienti non dispiacerebbe avere un rendimento, anzi gli farebbe parecchio piacere. Dal loro punto di vista, lo Stato a cui hanno sottratto le tasse non deve essere solo cornuto, ma anche mazziato.

Assolto il problema uno (nascondere il denaro), rimane il problema due: dove investire.

Il mondo è pieno di teorie, suggerimenti, metodi che NON possono fallire sul come ottenere il massimo rendimento dai propri investimenti.

Esistono migliaia e migliaia di pubblicazioni generose nel dispensare istruzioni sul cosa fare sul come farlo.

Grandi e piccoli quotidiani non rinunciano mai ad un qualche articolo dove suggeriscono ai loro lettori il modo migliore di investire i loro risparmi.

Di fronte a tutti questi consigli generosi e gratuiti, uno può sempre chiedersi come mai questi geni della finanza non mettono mai in pratica i loro metodi, non diventino mai super milionari e non la piantino di pubblicare suggerimenti inutili.

La verità è che, se esiste una verità nei metodi per fare profitti sui mercati finanziari, è che quando una persona od una società ne ha scoperto uno, se lo tiene ben segreto e lo usa finché altri si rendono conto di quello che sta facendo e lo cominciano a copiare.

Potete stare certi che quei metodi che funzionano, che veramente rendono del denaro, non li troverete disponibili gratuitamente su internet o da quache altra parte.

Nel miglior dei casi troverete suggerimenti, punti da considerare.

Nessuno pubblicherà mai i dettagli tecnici sul cosa e come fare. Quei particolari non sono disponibili. Se cercate un manuale per fare soldi, smettete adesso: non esiste.

Non si tratta solo di comprare questa azione piuttosto che questa obbligazione e aspettare che i soldi comincino a pioverci addosso. Si tratta di capire cosa comprare, quanto comprare, quando comprare, per quanto tenererlo, cosa osservare per decidere quando vendere. Tutta una serie di domande la cui risposta è tutt’altro che evidente.

Non bisogna poi dimenticare una costante del mondo finanziario: maggior rendimento significa maggior rischio. Il prezzo di un grande profitto potenziale è una maggiore probabilità di perdere soldi.

Come si procede quando si è responsabili dei soldi degli altri. È una domanda che tutti i fiduciari si pongono. Paradossalmente, ci diamo tutti la stessa risposta.

Ne parleremo.

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Il segreto bancario e la pace nel mondo

Un aspetto piacevole dell’essere un fiduciario nella città di Lugano è il consistente e continuo appoggio della stampa locale.

I giornalisti sono i nostri cavalieri pronti a caricare sul loro bianco destriero.

Ogni qual volta c’é un qualche attacco al segreto bancario, la stampa locale insorge.

Di solito la protesta si concentra sulle libertà costituzionali violate e sulle interferenze dello stato nella vita delle persone. .

Nonostante la strenua difesa della stampa (e dei fiduciari), il segreto bancario elvetico, almeno per i non residenti, sta cambiando.

La stampa fa del suo meglio, cercando di raccontare e spiegare perché questo è un male per la Svizzera.

La maggior parte di voi penserà: è un male perché gli evasori metteranno i soldi da qualche altra parte ed addio a commissioni e tasse sulle commissioni.

Come siete cinici.

Da noi si leggono parecchi editoriali sul perché e per come il segreto bancario andrebbe mantenuto o rinforzato.

Una delle storie più belle che ho letto è geniale. Sarebbe in grado di spiegare i trasferimenti di capitale all’estero ad un fanciullo.

La storia racconta di un bambino, Italo, che mette da parte i suoi piccoli risparmi nel suo salvadanaio a forma di maialino. La mamma cattiva, però, porta sempre via parte di quei soldini ogni volta che è a corto di spiccioli.

Il bambino ha un amico, Franco, che ha una bella stanza con un armadio con tanto spazio ed una mamma che non guarda mai nell’armadio.

Italo chiede a Franco se può tenere il suo maialino nel suo Armadio.

Per un soldino Franco glielo lascia fare.

La voce si sparge.

Maria, che sta mettendo da parte i soldi per un regalo per la sua mamma, ma non vuole che lei lo sappia, chiede anche lei un posto sullo scaffale. Paga il suo soldino e lascia lì il suo maialino.

Tutti si fidano di Franco, perchè è molto onesto e sanno che, a parte il soldino che gli spetta, non toccherà o ruberà mai i soldi che gli vengono affidati.

La storia dei fanciulli, viene arricchita anche da esempi reali. Per esempio si racconta di possibili perseguitati in paesi sotto governi autoritari che cercano un posto sicuro per i loro averi per proteggerli dalle mani rapaci di governanti corrotti e violenti.

Si racconta anche di società che hanno un motivo legittimo per nascondere la proprio identità. Immaginate una compagnia che venda servizi di traduzione e due governi in guerra tra loro.

Insomma: il segreto bancario come una via per la pace nel mondo.

Adoro i nostri giornalisti.

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Solo evasori di classe alla Spizzi

Un evasore italiano è, già di suo, mimetizzato nel suo ambiente naturale. È solo un evasore nascosto tra milioni di evasori. La probabilità che venga identificato é bassina.

Alla Spizzi, però, siamo gente prudente e preferiamo aggiungere il nostro tocco personale.

Giusto per essere sicuri, il conto dei miei clienti non viene mai aperto a loro nome. La procedura standard è quella di aprire una società anonima nelle Bahamas dove far confluire i soldi. La società apre un trust in una delle isole del canale della Manica. A sua volta, il trust investe in una società anomima in Delaware gestito da un avvocato americano vincolato dal mantenimento del segreto del rapporto tra cliente e avvocato. L’avvocato a stelle e strisce si occupa dell’apertura del conto in Svizzera.

Non fatevi illusioni. Con tempo e risorse anche questo meccanismo convulso è smontabile. È complicato, non invincibile.

Per tornare alla savana, il leone andrà dietro allo gnu debole, malato, isolato, ferito. I miei clienti hanno messo in piedi una struttura che li fa apparire come gnu giovani e forti nascosti al centro di un gruppo di milioni di animali.

E quando li beccano?

Poi ci sono le apparenze, che in questo caso contano molto.

Il tipico cliente della Spizzi è un imprenditore lombardo alla guida di un’azienda dove lavorano tra i 30 ed i 100 dipendenti. Non li andiamo a cercare lontano. Abbiamo qualche piemontese che vive lungo il lago Maggiore, ma la maggior parte sono residenti nella Brianza, a Como e Varese e, naturalmente, Milano.

Il nostro cliente non è uno sprovveduto. Non è uno che dichiara meno dei suoi dipendenti, ma certamente non è nemmeno uno che dichiara tutto. Una cosa che, discretamente, controlliamo è che il suo tenore di vita sia più o meno spiegabile con il reddito dichiarato allo stato.

Due Ferrari, viaggi ai tropici ogni tre mesi, figlio in qualche università americana estremamente cara e quattromila euro di reddito dichiarati? Non puoi essere un nostro cliente.

Troppo visibile.

Troppo facile da identificare.

Niente comportamente eccessivi alla Spizzi. O atteggiamenti troppo pacchiani. Gente tranquilla, con i piedi per terra.

Solo evasori di tasse di classe alla Spizzi.

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Il mestiere sicuro dell’evasore fiscale

Cento miliardi di euro evasi in Italia ogni anno.

Cento miliardi non vengono evasi da tre o quattro malfattori. Nemmeno da tre o quattromila malfattori. Parliamo di milioni di persone.

L’esattore delle tasse può avere accesso ai migliori database ed ai migliori programmi per leggere queste montagne di dati. Il segreto bancario in Svizzera può anche morire. La Guardia di Finanza o i giudici tributari possono essere tutti al 100 per cento onesti e dediti 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno alla caccia degli evasori.

Non importa.

Non Im-por-ta.

Non ci saranno mai le risorse per andare dietro a milioni di persone.

La disonestà diffusa è una disonestà sicura.

È un po’ come gnu e zebre nelle grandi savane africane. Un singolo animale non ha speranza contro leoni, iene, cani selvaggi, ghepardi e tutti gli altri cacciatori che navigano quelle praterie. Un animale nascosto tra migliaia di altri animali migliora seriamente le possibilità di farcela.

A differenza dell’opinione di alcuni dei miei clienti più arroganti, io non metto mai in dubbio la capacità e la volontà della magistratura italiana di catturare chi evade le tasse. Se un magistrato vuole sapere tutto (ed intendo tutto) sul vostro conto nascosto in Svizzera, Singapore, le Bahamas e persino Panama, con tempo e risorse lo saprà.

Il problema sta tutto lì: tempo e risorse.

Non ce n’é abbastanza né dell’uno né dell’altro. Non credo ce ne sarà mai abbastanza per milioni di evasori.

In più, anche per quella minoranza che viene trovata, i processi sono lunghissimi, spesso inconcludenti. A volte mi chiedo cosa accadrebbe se i processi per evasione fiscale in Italia, invece che essere sentiti di fronte a dei giudici fossero illustrati ad una giuria composta da 12 lavoratori dipendenti.

Probabilmente non ci sarebbero nemmeno i processi.

L’evasore pagherebbe tasse ed interessi sulle tasse pur di non affrontare la furia dei giurati.

I tempi della giustizia sono così lunghi, che l’evasore può sempre contare sull’inevitabile condono fiscale che uno Stato sommerso di debiti usa come espediente per ragranellare qualche soldino. Oggi la chiamano pace fiscale, ma sempre condono è.

Potrei chiudere l’argomentazione qua. Accontentarmi della vittoria che la solidità del mio ragionamento mi garantisce. Il fatto è che a me non piace solamente vincere quando so che posso stravincere.

L’attenzione di tutti non è dove dovrebbe essere (sugli evasori), ma sui politici. Sono i politici ad essere dei ladri. Gli evasori vengono menzionati ogni tanto. Qualche parola di critica qua e là, ma non troppe, che poi si offendono.

I miei clienti sono al sicuro. Non al 100 per cento. Nessuno lo è mai. Ma le probabilità di cavarsela sono dalla loro parte.

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