Cambio delle regole: come andò a finire

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Com’è andata a finire per quel fondo?

Sentendosi figo, l’uomo in caricaha continuato a modificare il portafoglio assicurandosi quasi un disastro. Nei tre mesi tra settembre e dicembre il fondo crolla fino a raggiungere i livelli dell’indice azionario. All’ultimo minuto, in una colossale botta di culo, proprio nell’ultimo giorno dell’anno il fondo chiude appena sopra l’indice di riferimento. In perdita sull’anno, ma con un risultato migliore dell’indice. Come i principi azzurri si portano a casa il bacio della principessa, il gestore incamera la commissione.

Il gestore, ovviamente incassa solo dopo aver girato sul mio conto la parte che mi spetta.

Non tutti i gestori sono capaci di concepire un cambiamento delle regole così sfacciato. Ci vuole un certo pelo sullo stomaco e una buona fetta di disperazione.

Nel caso che conosco io, eravamo di fronte ad una Vecchia Gloria che aveva l’età per aver un florido pelo sullo stomaco ed un desiderio disperato di rivivere i bei tempi andati.

Le Vecchi Glorie sono occasioni speciali per noi fiduciari.

© I Soldi Degli Altri

Le perdite sono una fonte infinita di profitti

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Il vostro fondo fa schifo?

Le perdite vi perseguitano e vi impediscono di raccogliere tutte le commissioni che vi meritate?

Il destino beffardo si accanisce a ricordarvi che, come gestore, non valete niente?

Niente panico.

Ogni gestore degno di questo nome si ricorda bene come usare addizioni, sottrazioni e anche le altre due operazioni che sono un po’ più difficili, ma i cui nomi adesso gli sfuggono. Si accorge che, anche se il fondo sta perdendo soldi, sta perdendo di meno di un certo indice del mercato azionario.

Non è una cosa improbabile.

Ci sono centinaia di indici di mercato. Ne troverete sempre uno che perde un po’ più di voi. Non importa che l’indice misuri cose diverse che non centrano molto con il vostro portafoglio.

Dettagli irrilevanti.

Quello che è importante è

1. L’indice esiste

2. Perde più soldi del vostro fondo

Questi due punti fondamentali vi permetteranno di cambiare le regole.

Il prospetto del fondo viene prontamente modificato ed il nuovo documento viene sottoposto al severo controllo della FINMA, l’agenzia pubblica svizzera che si occupa proprio di queste cose. Senza l’approvazione della FINMA, le nuove regole non varrebbero e il vecchio prospetto rimarrebbe in vigore. La FINMA, che ha a cuore il benessere del risparmiatore, approva il nuovo prospetto.

Che cosa è cambiato nel prospetto?

Nulla di fondamentale: solo un nuovo metodo di calcolo della commissione sui profitti.

Chiarificazione per tutti i gestori presenti, sto parlando della performance fee. So che se la dico in inglese vi si abbassa l’ansia.

La commissione non sarà piu’ calcolata sui soldi guadagnati nell’anno, ma in base ad una formula che estrae la differenza tra l’andamento dell’indice azionario scelto e l’andamento del fondo.

Come sempre, un semplice esempio con qualche numero aiuta.

Diciamo che, ad inizio anno Fabio aveva investito 10 mila euro nel fondo adesso rivisto e corretto e Maria ne aveva investiti 10 mila sull’indice. A fine anno – un brutto anno – Fabio si ritrova con 9 mila euro e Maria con 8 mila: l’indice ha perso di più del fondo.

Nella prima versione del prospetto Fabio non avrebbe pagato nessuna commissione. Il fondo ha perso soldi, quindi niente premio per il gestore.

Con il nuovo prospetto Fabio finisce per pagare 150 euro di commissione.

Com’è possibile?

Quello che conta adesso non è più il profitto, ma la differenza tra l’indice ed il fondo, che è di 9.000 meno 8.000 uguale mille euro. Quei mille euro di mancata perdita, non va pensata come una perdita, ma come un profitto (visto che avete perso meno soldi della povera Maria).

Il profitto giustifica la commissione.

Geniale.

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Quando il mondo vi rema contro cambiate le regole

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Il mondo vi è contro?

La vostra (enorme) autostima sta prendendo mazzate da un mercato finanziario che non avete mai capito e continuate a non capire?

I vostri profitti svaniscono e con esso le vostre commissioni?

Non c’è problema: modificate le regole del gioco.

Una delle modifiche più simpatiche di cui ho avuto la fortuna di essere testimone, è stata l’introduzione di un nuovo metodo di calcolo delle commissioni sui profitti a tre quarti dell’anno.

L’anno era cominciato bene per il fondo protagonista di questa storia. Intorno a giugno il fondo era su dell’undici per cento ed il gestore faceva già i suoi bei conticini su quel 15 per cento del profitto che avrebbe ricevuto a fine anno. L’enorme mutuo da pagare, la vacanza qui invece che là, il tutore superqualificato per il figlio rintronato. Avrebbe potuto permettersi tutto.

Poi, intorno a luglio, l’ego del personaggio ebbe la meglio e, confidando nei suoi poteri divinatori, l’uomo cominciò a modificare pesantemente la struttura del portafoglio.

“So quello che sto facendo” pensò. “So di aver ragione. Ho sempre ragione. Anche il mio assistente lo sa e me lo conferma”.

Sfortunatamente per lui, gli assistenti di questi personaggi hanno la brutta abitudine di essere colossali leccaculo, quindi la loro opinione tende ad essere, uno, di parte e, due, completamente inutile.

Per farla breve, ad inizio di agosto arriva una crisi di mercato.

Nulla di straordinario: una di quelle crisi consuete.

Un qualche centro finanziario – New York? Londra? Cina? chi si ricorda più – prende una mazzata e gli indici azionari si fracassano.

È una di quelle situazioni dove giornalisti cominciano a scrivere che è praticamente la fine del mondo e che gli speculatori malvagi sono determinati a distruggerci tutti. Poi appena il mercato si riprende, di solito nel giro di un paio di mesi, tutto viene dimenticato fino alla prossima fine del mondo.

La solita solfa.

La cosa importante è che il valore portafoglio del nostro eroico gestore, un po’ per le modifiche fatte, un po’ perchè in quel momento i soldi li stavano perdendo tutti (a parte gli speculatori malvagi) collassa.

Improvvisamente la sua fetta del profitto si trasforma in briciole e, prontamente, le briciole vengono spazzate via del vento.

Niente più vacanza qua piuttosto che là, niente tutore per il figlio rimbambito. Niente più finto viaggio di lavoro con la focosa amante russa.

É svanito tutto.

L’unica cosa che rimane è il suo ego ed il senso di ingiustizia contro l’avverso destino.

Che fare?

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